EVENTO BASTIMENTO

Esplorazioni, sperimentazioni, scoperte, riflessioni, gusto, attraverso architettura, design, arte e tecnologia per la rigenerazione urbana della Darsena di Genova

Saluti da Ponte Parodi

Dal 2 al 7 giugno si è tenuto il workshop di progettazione site-specific “Spazio Darsena Architettura”, rivolto a studenti di Architettura, Beni culturali, Accademia di Belle Arti e professionisti. Il tutor del workshop è stato l’architetto Patrizia di Monte dello studio Gravalosdimonte Arquitectos.

Il workshop è stato progettato e realizzato in collaborazione con U-BOOT e Francesca Busellato.
Il materiale di seguito riportato è il frutto del team del workshop:

Stefano Bressan, Linda Buondonno, Serena D’Amora, Giovanni Fabbroncino, Giulia Fincato, Eleonora Ghiglione, Giulia Giorgi, Vittorio Grattarola, Georgette Maag, Arianna Spinale.

UN PICCOLO VARCO

Ponte Parodi, attualmente in parziale disuso, si trova in posizione baricentrica nel Porto Storico di Genova, immediatamente a mare della Darsena medioevale, dalla quale risulta facilmente accessibile tramite il Varco Darsena.

Ponte Parodi rappresenta oggi, all’interno dell’arco portuale storico, lo spartiacque tra le aree dell’antico scalo già restituite alle funzioni urbane verso levante (Expo, Mandraccio, Porto Franco, Acquario, Ponte Morosini) e quelle ancora destinate alle funzioni commerciali verso Ponente (Stazione Marittima, Porto passeggeri, Stazione Traghetti, Porto commerciale).

Ritenuto non più strategico per funzioni strettamente portuali e in conformità agli strumenti di pianificazione, Ponte Parodi è stato assegnato in concessione alla società Porto Antico di Genova S.p.A. che si è impegnata a promuoverne la rigenerazione urbana attuando un ambizioso progetto, scaturito da un concorso internazionale del 2001, vinto dall studio olandese Van Berkel & Bos.
Tuttavia, a distanza di 16 anni dalla formulazione del progetto, ancora nulla è stato fatto sul Ponte (se non una limitata opera di rimodellazione della banchina eseguita negli ultimi anni dall’Autorità Portuale di Genova) e, parimenti, appaiono ancora molto incerti i tempi di possibile avvio dei cantieri e delle attività previste.

È dunque concreto il rischio che l’area risulti ulteriormente congelata e inaccessibile per un imprecisato numero di anni.

Va sottolineato come, in un’area complessiva di 40.000 mq. (ancora parzialmente utilizzata da attività in attesa di definitiva ricollocazione altrove), Ponte Parodi presenti oggi una vasta porzione a Levante, pari a circa 9000 mq., totalmente priva di uso e funzione.

Questa superficie, posta a pochi metri dal Varco Darsena, immediatamente prospiciente l’Istituto Nautico, facilmente accessibile dalla viabilità urbana e portuale, e dotata di straordinaria panoramicità sull’anfiteatro urbano, rappresenta una significativa risorsa della Città.

È su tale area che si concentra l’attenzione della presente proposta, che chiede agli enti territoriali competenti (Regione, Comune, Autorità Portuale) di ttivare azioni amministrative volte a consentire – in attesa dell’avvio del progetto più generale promosso dalla società Porto Antico – l’uso temporaneo della banchina orientale di Ponte Parodi per funzioni urbane, flessibili e molteplici.

I costi per consentire l’agibilità della banchina per usi temporanei possono ritenersi contenuti, soprattutto se posti in relazione al valore collettivo conseguente alla restitutzione di una prospettiva inedita del panorama urbano e portuale sconociuto ai genovesi.

Le attività ospitabili sono multiple e legate all’iniziativa degli enti territoriali, delle istutzioni culturali, delle associazioni, dei cittadini e delle aziende.

A semplice titolo esemplificativo se ne possono ricordare alcune:

  • Parco urbano portuale.
  • Eventi musicali ed artistici.
  • Allestimenti per sport ed attività fisica
  • Mostre mercato
  • Giardini tematici
  • Installazioni museali e di land art.
  • Manifestazioni popolari e ludiche.

Come è evidente, attivare flussi urbani verso Ponte Parodi (aggiuntivi a quelli occasionati dalla presenza dell’Istituto Nautico) risulta anche coerente con l’obiettivo di valorizzare la frequentazione delle aree della Darsena, oggi penalizzate dalla relativa estraneità ai maggiori circuiti pedonali di visità della Città.

Un piccolo varco separa la Città da una enorme risorsa territoriale, allestibile con poco e sorprendente per possibilità.

Un piccolo Varco.